L’odioso razzismo inverso per chi lascia l’Italia

11 Febbraio 2020

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L’odioso razzismo inverso per chi lascia l’Italia

Il ‘Razzismo Inverso’: Quella forma d’intolleranza di chi non accetta che una persona decida di trasferirsi all’estero

Il ‘Razzismo Inverso’ verso i tuoi Connazionali è quella tipica discriminazione o intolleranza nei confronti dei tuoi compatrioti per la scelta di trasferimento all’estero.

Frasi tipiche di coloro che sono affetti da questa forma d’intolleranza sono:

  • Sputi nel piatto dove mangi!
  • All’Estero non è Oro tutto quello che luccica.
  • Se non ti piace l’Italia, perché stai ancora qua a lamentarti?
  • Meglio donne e buoi dei paesi tuoi!
  • Mi risulta che te vivi fuori, non hai diritto di replica….
  • Io amo l’Italia, mi sento italiano, ma siccome sono un patriota da divano non faccio niente per cambiare le cose…
  • Altre frasi qualunquiste di chi non ha mai messo il naso fuori dai confini del Bel Paese.

Quale motivo suscita in alcune persone questa forma d’intolleranza nei confronti di chi emigra?

Queste persone forse non escono spesso dalla loro zona di comfort, hanno sempre viaggiato quasi esclusivamente in Italia.

In seguito una gita all’estero, probabilmente a causa di mancanza conoscenza linguistica, non sono riusciti a essere accettati dai nativi del posto, suscitando in loro stessi un senso di frustrazione.

Non mi stupisce siccome siamo uno dei paesi con scarsa conoscenza delle lingue straniere.

Durante i mie progetti europei in Erasmus Plus ho constatato con rammarico che pure i popoli dell’Est Europa padroneggiano l’Inglese meglio di noi.

Per rimediare ho creato una mia full immersion linguistica, affinchè potessi aprirmi al mondo, e vorrei lo facessero anche i ‘Razzisti Inversi’ verso i tuoi connazionali.


Ognuno si sente a casa dove trova la sua dimensione!

Non mi sento di biasiamire chi decide di trasferirsi in un altro paese.

Io l’ho fatto per un breve periodo è confesso che è dura vivere fuori per certi aspetti.

Chi decide di farlo o l’ha già fatto merita il mio rispetto, perché per una scelta del genere serve decisione, determinazione e coraggio.

I compagni di progetto ritornati a Malta o che hanno deciso di emigrare dopo il mio corso di studi all’accademia di UX Design, possiedono queste qualità e meritano tutta la mia stima!


Chi decide di partire è comunque un Eroe a scapito della riuscita del suo Salto

Chi decide di partire è comunque un eroe, perché dal momento in cui mette piede in terra straniera deve sviluppare queste abilità:

  1. Orientarti geograficamente ed emotivamente negli usi e costumi del nuovo paese;
  2. Imparare a relazionarti e pensare in una lingua non tua, con tutto quello che comporta dal fare la spesa a collaborare con i colleghi di lavoro;
  3. Inizialmente ti sembrerà di essere un fantasma, non sei più un cittadino che gioca in casa sua, e non sei ancora un giocatore a pieno titolo nel paese d’accoglienza;
  4. Imparare a destreggiarti nel fisco e nel sistema burocratico della nuova nazione;
  5. Quando parti le persone che ti vogliono bene non capiranno la tua scelta, alcuni ti sosterranno e i Razzisti Inversi disapproveranno.

Caro ‘Razzista Inverso’, hai mai pensato che chi se ne va magari non ha opzioni?

E’ sempre facile sparare a zero quando giochi in casa tua, ma dimmi…

Se te fossi al posto del tuo connazionale nella scelta d’emigrazione, saresti tanto più bravo di lui a destreggiarti per (Ri)costruirti una vita all’estero?

Chi emigra alle volte non ha opzioni.

Magari ha cinquant’anni e una famiglia da mantenere, forse è un giovane impavido con la voglia di mettersi in gioco e provare a costruirsi da solo.

Tu chi sei per giudicarlo?

Questo aspetto migratorio non riguarda solo i singoli, ma anche le aziende.

In un paese dal fisco iniquo, dove chi decide di mettersi in gioco si ritrova con l’Acqua alla Gola, non mi stupisce se diversi imprenditori spostano la produzione aziendale oltre confine.

Un imprenditore se potesse, reinvestirebbe quanto la sua terra ha dato per senso di gratitudine, e non solo per una Questione d’Affari

Pensi che se potessero, ognuno starebbe a casa sua, con i suoi affetti, i suoi amici le sue abitudini.

Fidati, esistono persone le cui certezze vengono smontate da un giorno all’altro, e pagherebbero tutto l’Oro del Mondo per averle nel paese in cui sono cresciuti!


Caro ‘Razzista Inverso’, ma che ne dici di un bel viaggetto?

Caro ‘Razzista Inverso’, te che parli per frasi fatte e luoghi comuni sul Vivere all’Estero, per sentito dire senza mai averci messo piede, che ne dici di farti un bel viaggetto?

Ti vengo incontro con questa guida di cosa devi sapere prima di mettere piede fuori dalla tua zona di comfort.


Te vuo fa l’americano ma te ne stai in (Eat)Italy!

Te mi darai, ma io vado sempre in vacanza all’estero, non mi devi dire te cosa funziona o no fuori dal mio paese.

Sicuramente, ma a cosa serve farti il selfie davanti a grattacielo di New York, se poi non spiccichi una parola d’inglese manco per fare un ordine al bar, e mangi da Eataly o in Little Italy?

Serve a poco andare dall’altra parte dell’Oceano se poi non parli la lingua del posto, così non potrai mai penetrare e comprendere la cultura e lo stile della società del luogo.

Quello vuol dire fare il turista, viaggiare è un processo di apprendimento attivo, e te devi farne parte se vuoi tornare arricchito a livello personale.

Solo così potrai toglierti quella cappa di pregiudizio nei confronti dei tuoi connazionali, i quali avranno anche pagato tasse nel tuo paese senza ricevere niente indietro.

A parte qualche calcio nel culo e la tua disapprovazione non richiesta!

Diciamoci la verità…

Alla base del tuo pregiudizio vedo un velo d’ignoranza, forse perché la generazione dei tuoi genitori e tuoi nonni hanno avuto tanto pur non sapendo niente rispetto a oggi.

Mentre oggi, le nuove generazioni pur sapendo tanto, avendo anche una laurea, perché per fortuna l’istruzione è abbastanza accessibile, non hanno però niente!

Visto sono “i Migliori che se ne vanno”, perché in Italia sei rimasto tu, ricordati che una volta cercavi lavoro sotto casa mentre i tuoi connazionali adesso cercano (casa dove hai) lavoro!

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