Lo Shinobi nelle Zone Rosse

10 Marzo 2020

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Lo Shinobi nelle Zone Rosse

Fermi tutti!

Nessuno si muova per l’amor del cielo!

Facciamo un breve resoconto delle puntate precedenti, che ci hanno spinto alla situazione in cui versa l’Italia in questo momento a seguito del discorso del Presidente del Consiglio Conte per l’attuale situazione sanitaria.

La colpa non è totalmente imputabile ai Cittadini Italiani menefreghisti del senso comune e delle regole imposte per il contenimento del contagio.

Il problema sta a monte di tagli indiscriminati a Sanità e Istruzione degli ultimi trent’anni.

Il primo problema ha portato a una inevitabile saturazione dei reparti di terapia intensiva per fare fronte alle quarantene dei casi clinici critici.

Il secondo ha creato in una parte della popolazione un alto tasso di analfabetismo funzionale, che ha fatto si che una parte di essi non riesca a comprendere lo stato reale della situazione, creando uno stato di spirito di sopravvivenza istintivo.

Quindi una parte dell’aggravamento sanitario attuale è imputabile in parte anche ai decisori politici passati, i quali ci hanno lasciato questa eredità, e magari una politica diversa ci avrebbe evitato meno problemi.

Un altro fattore di aggravamento è stata la mancanza di adozione di politiche di contenimento globale dell’epidemia.

Prima di Gennaio si sapeva di un virus asiatico, ma era colpa degli orientali e si è inveito contro di loro, ma il governo centrale non ha pensato di chiudere subito gli aeroporti e isolare la nazione completamente.

D’Altronde siamo in Europa, abbiamo l’accordo di Schengen il quale permette il libero flusso di merci, persone e servizi.

Ci siamo preoccupati di chiudere i voli con la Cina, ma poi abbiamo permesso l’ingresso indiscriminato di turisti in Italia con bus, treni e navi e ci stupiamo dei contagi?

Per giorni si è parlato di zone rosse, zone gialle, zona grigia o senza materia grigia come quella di alcuni governatori.

La risposta al problema è stata l’adozione di mezze misure senza un senso logico delegando tutto al buon senso della cittadinanza.

Ci siete o ci fate?

Ho visto cartelli appesi sulle porte dei bus in cui si chiedeva di salire da dietro (perché davanti al virus sta antipatico l’autista, il quale giustamente chiede una cabina sigillata di guida a tutela anche della sua di salute), quando si doveva bloccare tutto il trasporto pubblico per evitare movimenti di persone.

Si sono chiuse le scuole e università, proibito di morire e di sposarsi, quando poi i genitori hanno portano i figli nei centri commerciali o al parco giochi, mentre vedevo persone over 65 ammassati nei bar quando dovrebbero essere ben consapevoli di essere soggetti a rischio.

Supermercati e influencer donare soldi per gestire l’emergenza del Corona virus quando spetterebbe lo stato aver già investito soldi in strutture e personale medico, che doveva essere assunto già almeno cinque anni fa.

Mi stupisce invece come certi supermercati si siano limitati a dare solo una boccetta di Amuchina al personale, nonostante i milioni di euro donati, quando avrebbe dovuto a provvedere a fornire ai suoi dipendenti:

  • Mascherina;
  • Cuffia;
  • Tuta protettiva stile Chernobyl;
  • Mettere un presidio medico con la misura della temperatura e di contingentamento dei flussi dei clienti nei locali di vendita.

Ma va beh, forse troppo fantascientifico, poi dicono che la prudenza non è mai troppa.

Adesso si reclutano anche gli studenti laureandi come se fossimo nella prima guerra mondiale, quando si mandavano i 17enni al fronte perché erano finiti gli adulti da mandare in battaglia.

In questa società moltitudine d’individualisti, si è perso il senso comune e si continua egoisticamente parlando, a tutelare la propria persona a scapito della tutela di tutti.

Si va all’arrembaggio dei supermercati, senza nessuna cognizione logica, e si fa razzia di tutto quello che si trova.

Qui tutti abbiamo colpe, ma ho constato ci sono ancora persone che minimizzano su un quanto sta accadendo.

Il virus era inizialmente una banale influenza, ma quando è arrivato in Italia e poi mutato diventando più aggressivo.

Non a caso abbiamo superato la soglia dei 400 decessi, tipici di una banale influenza.

Ma bastava analizzare un minimo i dati dalle fonti ufficiali di Ministero della Salute e Protezione Civile.

L’Europa ha pensato bene di chiuderci le porte come fossimo la causa del problema, a cui loro volta hanno ignorato, fino alla settimana scorsa quando, poi hanno scoperchiato il vaso di pandora e iniziato i controlli.

Attualmente i nostri casi hanno un’incidenza del 10% delle persone che non sono sopravvissute, mentre i numeri negli altri paesi europei e del 2-3%.

Con questa tendenza che ho misurato entro questo sabato avremo un numero di contagiati tra i 20-30 mila persone in Italia, e (probabilmente spero di sbagliarmi) di 1 milione nel mondo.

Ringraziamo anche l’autonomia differenziata dove qualche governatore ha giustamente paventato lo stato di arresto per chi viola le zone rosse, altri si sono contagiati con la loro superficialità invitando pure a brindare, tanto la competenza sanitaria e di vostra competenza, e vi incazzate se il Governo non vi coinvolge 🙁

Siamo stati troppo impegnati a spiegare agli Italiani come lavarsi le mani, con Amadeus come il prezzemolo in tutte le trasmissioni TV, ma il nostro ministero non ha fornito uno straccio di sito in inglese per rassicurare turisti e autorità straniere circa la situazione di contenimento adottata nel Paese.

Questa cattive campagne comunicativa hanno fatto crollare a picco il mercato turistico, quello commerciale con la richiesta insulsa di bolli virus-free, provocando il crollo delle esportazioni e titoli azionari della borsa.

Ciliegina sulla torta un decreto che dichiara tutta l’Italia Zona Rossa( o Arancione, non so quale colore useranno) che entrerà in vigore domani mattina, quando mezza nazione presa dalla foga si darà alla fuga per ritornare a casa.

Così, giusto per concludere definitivamente le operazioni di contagio.

Le mie più vive congratulazioni per come abbiamo affrontato la nostra Prima Volta e benvenuti in 1984, presto l’Esercito e poi i titoli di coda.

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