Perché ho iniziato a Viaggiare?

7 Gennaio 2020

Scroll

wanderer-455338_1920

Perché ho iniziato a Viaggiare?

Perché ho iniziato a viaggiare dopo il cammino di Santiago?

Perché ho iniziato a Viaggiare? Ho iniziato a sentire il desiderio di viaggiare dall’eta di diciassette anni e si è concretizzato durante il mio pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

Quando ero scout, fin da bambino andavo in gita domenicale una volta al mese con il gruppo dell’associazione.

Zaino in spalla e camminare per ore in salita su per la montagna.

Sapessi la fatica con oltre dieci kg di zaino sulle spalle, desideravo solo fermarmi in pianura e riposarmi per bere un po d’acqua.

Quello spirito d’avventura di “esploratore” scout mi accompagna ancora adesso.

Gruppo di camminatori in escursione di montagna

Proprio non riesco a stare fermo, tanto è vero ho deciso di fare un lavoro d’ufficio!

Una tragedia stare seduto per lungo tempo su una sedia circondato da quattro pareti, con un computer davanti agli occhi per dieci ore, e lasciare la vita ti scorra davanti.

Ho sempre sentito questo stato di soffocamento e ansia opprimente, e quindi ho iniziato a pensare una fuga.

Durante gli studi di scuola superiore passavo i miei pomeriggi a leggere le storie di persone emigrate all’estero dove avevano trovato la loro felicità o dimensione di vita.

Sentivo un senso d’invidia e inadeguatezza.

Avevo la percezione di essere circondato da persone al mio livello e mi sentivo incompreso.

A diciotto anni, per la gita annuale chiamata “Route di cammino estivo“, come gruppo scout decidemmo di prepararci al “Cammino di Santiago de Compostela“.

Sarebbe stata la mia prima volta in cui sarei andato all’estero, e avrei volato per la prima volta su un aereo.


Ma come Ricky? Non sei stato all’estero?

Questa fu la domanda di una mia compagna di viaggio quando le riferii di non essere mai stato all’estero.

Credevo di essere l’unico marziano a non essersi mai spostato dal suo pianeta!

Correva l’anno 2012, avevo appena finito la quarta superiore, e mi accingevo nei preparativi dello zaino in vista di questo viaggio di cammino.

Non avendo mai preso un aereo ero un pochino in paranoia, perché non conoscevo la “politica del bagaglio in stiva” da imbarcare per il volo.

Sapevo solo di non dover superare i dieci chili di peso, ma siccome non avevo una bilancia per pesare il mio bagaglio, dovetti misurare la massa ogni oggetto e indumento con smania maniacale con il bilancino della pasta e trarre la somma aritmetica finale.

I genitori di un mio compagno scout, famiglia d’ingegneri rimasero sorpresi dallo scoprire il metodo utilizzato per preparare il mio bagaglio e si complimentarono con me per averli superati in organizzazione. 😀


Viaggio per Santiago de Compostela

Pellegrini sul cammino di Santiago de Compostela

Prendemmo questo benedetto volo, e devo dire che come prima volta patii l’aereo, sentivo i vuoti di pressione nella testa e provavo come un senso di svenire.

Quando arrivammo a destinazione a Madrid, fummo accolti con quaranta gradi di pura afa, mentre tentavamo come gruppo di districarci nel complesso sistema della metropolitana.

Percepii subito un certo distacco da parte di alcuni madrileni, i quali ci indicavano forse a causa delle nostre divise e fazzolettone scout, menzionando fra loro la nostra appartenenza italiana.

Quello che mi piacque molto, fu l’intervento di un passante per venire a orientarci su quale linea metropolitana prendere per uscire dall’Aeroporto.

Apprezzai molto quel senso di disponibilità e aiuto offerto da una persona a cui non era stato chiesto niente, solo per spontaneo altruismo.

A Torino, noto sempre quell’aria di diffidenza delle persone, sembra siano sempre arrabbiate per qualcosa, e il solo fermarle per chiederle un’informazione sembra turbare il loro equilibrio interiore.

In Spagna, invece tutti molto rilassati, il tempo sembrava molto rallentato.

Noto spesso ogni qual volta viaggio all’estero un senso di pace e tranquillità, senza quello stato d’ansia risucchiante degli eventi e della quotidianità.


La divina provvidenza del Cammino di Santiago

Cattedrale di Lugo in Spagna

Devo dire che durante il cammino di Santiago mi accaddero cose particolari.

Innanzitutto, partimmo con il bus da Madrid in direzione Lugo, a Nord della Spagna, da dove avremmo iniziato, il nostro cammino sul “Sentiero Primitivo“.

Arrivammo a destinazione verso la mezzanotte inoltrata, e tutti gli “albergue de peregrinos“, pernottamenti per pellegrini erano chiusi.

Mentre il nostro gruppo scout gironzolava con zaini in spalla, per le vie di Lugo, infreddoliti in piena notte, vedemmo uscire dal portoncino una coppia di amiche spagnole, donne di mezza età.

Scambiammo quattro chiacchiere con queste due signore in procinto d’iniziare la loro serata di “Fiesta“, tipica della cultura locale.

Gli spagnoli sono fantastici in questo, vivono come se non ci fosse un domani, la loro vita è molto dilatata nel tempo.

Mangiano tardi, riposano a metà pomeriggio con la Siesta al riparo dal caldo torrido, e poi la notte iniziano a divertirsi.

Lo stile iberico è proprio rilassato, non si pongono problemi di sorta nella vita, contrariamente alla cultura italiana, in cui alle volte si drammatizza su cose futili.

Ci chiesero se fossimo pellegrini, e si offrirono di aiutarci a trovare una sistemazione dove dormire, senza chiedergli niente.


La catena della mobilitazione solidale è partita!

Casualmente, lo stesso giorno del nostro incontro, le due signore conobbero il loro sindaco alla festa del paese, e avevano il suo contatto telefonico e lo contattarono.

Tempo zero, o quasi, nel giro di venti minuti, si presentò a noi un simpatico ometto con i baffi, e chiese al nostro gruppo scout la nostra provenienza e quanti fossimo per il pellegrinaggio.

Allora il sindaco prese il suo telefono e chiamò quello che in Italia penso sia il capo della protezione civile di Lugo.

Giunse da noi anche questo capo di protezione civile e ci fece le stesse domande del sindaco.

Siamo dieci peregrini italiani e siamo qui per iniziare il cammino primitivo per Santiago.

Dopo la conferma, il capo della protezione civile chiamò il capo della polizia municipale e gli fu riferito chi fossimo, perciò il comandante dei vigili, in questa caso la gendarmeria spagnolo chiamò rinforzi!

Arrivò una volante con un furgoncino con agenti della municipale e lampeggiante.


Oddio, ci vorranno arrestare?

No, ci avrebbero scortato al nostro pernottamento per la notte.

Era una scena assurda, probabilmente qualcuno stenterà a credermi, ma ci sono i testimoni.

Al tempo ancora non documentavo i miei viaggi in modalità “Selfie Holidays”, ma credetemi sulla parola.

Due compagni di scout hanno pensato bene di fotografarsi mentre fingevano di farsi arrestare.

Così, giusto per far prendere un colpo alle mamme italiane, un po’ ansiose aver mandato il figlio lontano da casa per questa avventura. 😀

È stata una scena esilarante. Alla fine fummo accompagnati nella palestra comunale, nostra dimora temporanea per quella notte.

La mattina all’alba, verso le otto, la guardia della polizia municipale che si era presa cura di noi, ci scortò all’inizio del cammino primitivo all’uscita della città di Lugo e da lì partii il nostro pellegrinaggio.

Indicazioni per il cammino di Santiago

Fu da queste esperienza di generosità umana, ho imparato ad aprirmi al mondo e anche uno dei motivi del perché ho incominciato a viaggiare!

Do you like the Article?


Prev Post
Next Post
Copied!